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Scuola: il Governo incassa la fiducia al Senato tra “lumini” e fischietti. In allegato il maxiemendamento

Approvazione ad “alta tensione” a Palazzo Madama per il maxiemendamento sulla “Buona scuola”. Ora tocca alla Camera.
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di Marina Crisafi – Dentro l'aula lumini rossi e fasce nere al braccio in segno di lutto, ma anche campanelli e fischietti di protesta. Fuori i flash mob degli studenti e del mondo della scuola. Questo lo “scenario” che ha fatto da sfondo alla seduta ad “alta tensione” a Palazzo Madama appena conclusa con l'approvazione del maxiemendamento sul Ddl Scuola.

Con 159 sì e 112 no, fresco dell'ennesima fiducia incassata dal Governo, il testo viaggia ora spedito verso la Camera per il sì definitivo, fissato per il prossimo 7 luglio, salvo sorprese.

Come prevedibile, infatti, non si fermeranno le proteste contro quello che è considerato dalle opposizioni “il funerale” della scuola pubblica, mal visto da insegnanti e studenti e sconsacrato dai sindacati, e, probabilmente il Governo dovrà ricorrere alla consueta arma della fiducia anche a Montecitorio.

Nell'attesa di vedere il volto definitivo della riforma del sistema nazionale di istruzione, ecco le novità principali del maxiemendamento (interamente sostitutivo del ddl n. 1934) approvato oggi:

- Assunzioni

La riforma prevede che le 100mila assunzioni dei precari andranno effettuate immediatamente, a partire già dal prossimo settembre.

Rispetto al testo licenziato dalla Camera, il maxiemendamento prevede che tra gli assunti ci siano anche i vincitori del concorso del 2012.

Gli esclusi parteciperanno al “concorsone” previsto per il 2016, che però non prevederà riserve ma solo punteggi aggiuntivi per il servizio già svolto.

- Super preside un po' meno super

Rimane il ruolo centrale del dirigente scolastico i cui superpoteri riguarderanno in sostanza la chiamata diretta della “squadra” dei docenti (oltre che quelli organizzativi dell'istituto).

Chiamata rinviata, peraltro, al 2016 e che dovrà avvenire sulla base di tre parametri: durata triennale, rinnovabile; assegnazione degli incarichi con valorizzazione del curriculum, delle esperienze e delle competenze possedute dal docente, da valutare anche in base ai colloqui; trasparenza e massima pubblicità degli incarichi che dovranno essere pubblicati sul sito dell'istituto.

No, inoltre, dopo il maxiemendamento, alla chiamata di insegnanti con abilitazioni diverse rispetto alla classe di concorso richiesta, se nella scuola c'è già la disponibilità di docenti abilitati in merito.

- Formazione, premi e “carta elettronica” dei docenti

Premi per i docenti più meritevoli, distribuiti ogni tre anni dal dirigente scolastico, e progressioni economiche legate non soltanto all'anzianità ma anche ai crediti formativi e didattici acquisiti.

Queste le novità per gli insegnanti, che saranno valutati da un apposito comitato, di durata triennale e formato da 7 membri: oltre al dirigente, anche due genitori, 3 insegnanti e un membro esterno, nominato dall'ufficio scolastico regionale.

Ogni insegnante, inoltre, avrà una propria “carta elettronica” con 500 euro annui da spendere per la formazione che diventerà obbligatoria e strutturale.

- Autonomia scolastica e potenziamento offerta

Collegi e docenti dovranno elaborare il “piano triennale” dell'autonomia dove saranno stabiliti gli ambiti dell'offerta formativa che viene potenziata, con il rafforzamento di determinati insegnamenti (come musica, arte, lingue ed educazione motoria) e maggiori investimenti nel digitale e nelle lingue straniere.

Alle scuole superiori si potranno scegliere anche insegnamenti “opzionali” a seconda delle attitudini degli studenti che andranno ad arricchire i “curriculum” personali degli stessi. Previsti, altresì, piani educativi personalizzati per studenti con disabilità e bisogni educativi specifici con la partecipazione di tutti i docenti, oltre a piani di integrazione e laboratori linguistici nelle aree in cui è maggiore la presenza di alunni non italiani.

Dal punto di vista finanziario viene confermato il fondo previsto nell'ultima legge di stabilità: 1 miliardo per il 2015 e 3 a partire dal 2016.

- Donazioni e sgravi, ma salta il5x1000

Saltata la possibilità di destinare il 5x1000 a una scuola a scelta, nel testo si è dato il via libera, invece, alle detrazioni per le famiglie che mandano i figli alle scuole paritarie (dalla scuola dell'infanzia sino alle superiori) fino a 400 euro all'anno per studente. Sì anche alle donazioni, con tetto di 100mila euro massimo per i privati, di cui il 10% (e non più il 30%) verrà destinato a un fondo di perequazione per le scuole più svantaggiate. Gli sgravi fiscali (credito d'imposta pari al 65% fino al 2016 e al 50% per il 2017) varranno sia per le donazioni alle scuole pubbliche che a quelle paritarie.

Prevista, infine, la possibilità, nei periodi di chiusura delle attività, di dare in uso i locali ad enti e organizzazioni del terzo settore per scopi culturali, formativi e ricreativi.


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Qui il testo del maxiemendamento al Ddl Scuola
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(25/06/2015 - Marina Crisafi)
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