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La multa? La pago con lo smartphone!

Un emendamento al Ddl PA propone di adempiere i micro-debiti con la Pubblica Amministrazione attraverso il credito telefonico
Donna che utilizza uno smartphone

“Tutto fa brodo” – si potrebbe dire – quando si tratta di snellire i rapporti fra cittadini e P.A.! E così, l'iniziativa, pur marginale, lanciata dal deputato Sergio Boccadutri di far pagare multe e bollette di piccola entità attraverso i telefonini, potrebbe essere salutata con favore dalla popolazione.

La possibilità di evitare code alle Poste e altre perdite di tempo verrebbe incontro, infatti, alla esigenza sempre più sentita di ridurre certe piccole “seccature burocratiche”, ma sortirebbe anche l'effetto benefico di avvicinare quante più persone possibili (anche coloro che non dispongono di carte di credito e conti correnti) all'e-payment, in una prospettiva futura di progressivo abbandono del denaro contante e in linea con quanto previsto dalla Direttiva sui micro-pagamenti che sta per essere varata in UE. 

D'altra parte – spiega Boccadutri –, fra smartphone e cellulari di vecchia generazione, quasi il 100% della popolazione italiana è ormai provvisto di un dispositivo di telefonia mobile, senza escludere le fasce degli anziani e dei “grandi vecchi”!

La proposta contenuta nell'emendamento Boccadutri al Ddl P.A., approvato alla Camera in Commissione Affari Costituzionali, mira dunque alla instaurazione di meccanismi molto semplici per l'adempimento dei micro-debiti (probabilmente cifre di importo non superiore ai 50 euro) verso la Pubblica Amministrazione.

Un'ipotesi sarebbe, per esempio, quella di scalare la cifra direttamente dal credito telefonico – da carta ricaricabile ovvero da abbonamento periodico –, magari tramite l'invio di un semplice SMS.

(25/06/2015 - Mara M.)
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