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I patti parasociali

Per mezzo dei patti parasociali i soci convengono di perseguire scelte imprenditoriali comuni esercitando in modo predeterminato i diritti sociali
Illustrazione rappresentante persone collegate in una rete
Avv. Laura Bazzan

I patti parasociali sono degli accordi atipici con efficacia inter partes aventi ad oggetto regole di condotta da seguire nell'esercizio dei poteri, delle facoltà e degli obblighi riconosciuti ai soci dall'atto costitutivo, atte a condizionare l'andamento della società. In altre parole, per mezzo dei patti parasociali i soci convengono di perseguire scelte imprenditoriali comuni esercitando in modo predeterminato i diritti sociali mentre l'organizzazione della società rimane estranea al patto stesso. Si tratta, più precisamente, di contratti plurilaterali accessori ad effetti obbligatori con comunione di scopo che, vincolando unicamente i contraenti, comportano quale conseguenza dell'eventuale inadempimento la sola responsabilità contrattuale nei confronti dei partecipanti all'accordo.


Tipologie


Le tipologie di patti parasociali di società chiuse, idonei a stabilizzare gli assetti proprietari o il governo della società, sono espressamente individuate dall'art. 2341-bis c.c. negli accordi aventi ad oggetto l'esercizio di voto nelle società per azioni o nelle società che le controllano (lett. a), accordi che pongono limiti al trasferimento delle relative azioni o delle partecipazioni in società che le controllano (lett. b) e accordi aventi ad oggetto o per effetto l'esercizio anche congiunto di un'influenza dominante su tali società (lett. c). 
La norma di riferimento per le s.p.a. aperte quotate, invece, è costituita dall'art. 122 c. 5 del D. Lgs. 58/98 (T.U.F.) che ricomprende, oltre ai patti aventi per oggetto l'esercizio del diritto di voto, anche quelli che istituiscono obblighi di preventiva consultazione per l'esercizio del diritto di voto nelle società con azioni quotate e nelle società che le controllano (lett. a), che pongono limiti al trasferimento delle relative azioni o di strumenti finanziari che attribuiscono diritti di acquisto o di sottoscrizione delle stesse (lett. b), che prevedono l'acquisto delle azioni o degli strumenti finanziari previsti dalla lettera b) (lett. c), aventi per oggetto o per effetto l'esercizio anche congiunto di un'influenza dominante su tali società (lett. d). 

Nella prassi, quindi, si suole distinguere tra sindacati di voto (patti parasociali con i quali i partecipanti si impegnano a votare in assemblea secondo le indicazioni del sindacato), sindacati di blocco (patti parasociali con i quali i partecipanti si impegnano, in caso di cessione inter vivos delle azioni, ad ottenere il gradimento degli altri soci o permetterne la prelazione), patti di consultazione (per garantire lo scambio di informazioni prima delle votazioni), patti di acquisto (per imporre l'acquisizione di azioni o strumenti finanziari attributivi della facoltà di acquisto e sottoscrizione di azioni), patti d'influenza dominante (per esercitare un'influenza dominante sulle società quotate o sulle società che le controllano).


Requisiti


In genere, in relazione al contenuto, sono ritenuti inammissibili tutti i patti parasociali caratterizzati dall'antisocialità del fine perseguito e dalla violazione di norme inderogabili.

Rispetto alla forma, non sono previsi particolari requisiti né ad substantiamad probationem ad eccezione dei patti parasociali che comportano la conclusione di un negozio solenne ovvero dei dei patti parasociali soggetti a particolari adempimenti legali di comunicazione e pubblicità. 

In particolare, per le società aperte non quotate, l'art. 2341-ter c.c. prevede, a pena della sospensione del diritto di voto, che i patti parasociali siano comunicati alla società e dichiarati in assemblea, con onere di trascrizione della dichiarazione nel verbale e successivo deposito dello stesso presso l'ufficio del registro delle imprese. 

Le società quotate, invece, soggiacciono ad un regime pubblicitario più complesso poiché, una volta avvenuta la stipula dell'accordo, a pena di nullità dello stesso e della sospensione del diritto di voto, è necessario dare comunicazione alla Consob entro cinque giorni, pubblicare per estratto sulla stampa quotidiana entro dieci giorni e depositare presso il registro delle imprese entro quindici giorni.

Per quanto riguarda durata, i patti parasociali non possono eccedere i cinque anni (rinnovabili alla scadenza) nelle società chiuse e i tre anni (rinnovabili alla scadenza) nelle società aperte quotate; in entrambi i casi, la durata superiore al termine legale comporta riduzione automatica mentre la durata indeterminata attribuisce a ciascun contraente il diritto di recesso esercitabile con un preavviso di sei mesi (per le società aperte quotate, tuttavia, il preavviso non è neppure richiesto per gli azionisti che intendano aderire ad una offerta pubblica di acquisto o di scambio).
Avv. Laura Bazzan
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(08/06/2015 - Avv. Laura Bazzan)
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