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Avvocati di successo: le sei abilità necessarie

Ecco il kit minimo di competenze per diventare un avvocato di successo
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di Nadia Fusar Poli -

di Nadia Fusar Poli - Per essere avvocati di successo è necessario possedere determinate abilità o conoscenze? Il lavoro di un avvocato è intellettualmente rigoroso, esigente e si deve essere in grado di dimostrare di avere l' intelligenza e la capacità di assorbire, assimilare e analizzare materiale complesso molto rapidamente. Capacità di analisi e di ragionamento logico, attenzione ai dettagli, persuasività, capacità di comunicare e scrivere bene (apparentemente opzionale per alcuni), sono senza dubbio abilità e competenze necessarie, ma non possono essere ritenute sufficienti.

Evidentemente la conoscenza della legge, la presenza nelle aule di tribunale, o l'integrità, non sono "competenze" di per sé, quanto piuttosto informazioni acquisite durante il percorso formativo e il costante aggiornamento, o aspetti di base del proprio carattere. Anche la capacità di innovarsi è prima di tutto un atteggiamento e una volontà di pensare e agire in modo diverso. Bene. Mentre queste competenze acquisite o attitudini innate continuano ad essere necessarie e fondamentali, esse costituiscono solo la metà del set necessario per praticare la professione legale con competenza, in modo efficace e competitivo. 

Ecco il "kit" minimo di competenze per un avvocato di successo: 

1) Capacità di collaborazione. Non si tratta solo di "lavorare bene in una squadra", cosa evidentemente importante, quanto piuttosto di lavorare in un sistema complesso in modo tale che il processo e l'esito trascendano il contributo collettivo - il tutto deve superare la somma delle parti. Questo cambiamento è reso possibile (ed accelerato) grazie ai progressi tecnologici e sociali. Gli avvocati che collaborano possiedono la capacità di individuare e far emergere il meglio che ciascuno può offrire, così come le proprie posizioni e personalità (dove necessario), al fine di raggiungere il risultato ottimale. I lupi solitari e isolazionisti sono condannati a non concludere alcunché di buono.

2) Intelligenza emotiva. Chi l'ha detto che gli avvocati devono prendere emotivamente le distanze dai loro casi e non farsi coinvolgere, al fine di offrire la migliore consulenza? I clienti, al contrario, hanno estremo bisogno di empatia, della prospettiva e della connessione personale al fine di sentirsi compresi, "protetti" e soddisfatti. Allo stesso modo i colleghi hanno bisogno dell'impegno, del rispetto e della comprensione per poter fare del loro meglio e per essere concretamente d'aiuto. Tutti hanno bisogno di essere ascoltati. Gli avvocati distanti e indipendenti sono reliquie del XX° secolo - il mercato non vuole più un avvocato che è solo la metà di una persona.

3) Alfabetizzazione finanziaria. Questo è un problema molto diffuso. Non ci sono scuse perché gli avvocati rimangano così risolutamente all'oscuro dell'aspetto economico-finanziario: la gestione di un'impresa, l'equilibrio di un libro mastro, la comprensione dei principi fiscali, le statistiche, il calcolo dei margini di profitto, la logica dietro le tasse. Sembra già di vedere molti avvocati fare spallucce e sentirne altrettanti dire: "Io non sono mai stato bravo con i numeri" o "Non mi hanno mai insegnato a fare questo all'università". Non dimenticate il vostro business: l'alfabetizzazione finanziaria è essenziale.

4) Gestione del progetto. La maggior parte degli avvocati non possiede alcuna competenza nella gestione dei progetti. Alcuni avvocati non sarebbe nemmeno in grado di definirlo: pianificazione? Organizzazione e gestione delle risorse per completare con successo obiettivi specifici? Qualità? Gli avvocati sembrano patologicamente disposti a stimare i costi di tempo o di budget  e incapaci di creare e gestire un piano di azione, probabilmente per paura di fallire. Ma oggi non può più essere così: tutti i progetti devono essere gestiti.

5) Affinità tecnologica. Troppi avvocati sembrano essere orgogliosi delle loro incompetenze 2.0 e credono che ciò li renda in qualche modo affascinanti e brillanti. Gli avvocati sembrano voler fare della propria arretratezza tecnologica un vanto. Ma il dato di fatto è il seguente: l'affinità tecnologica è una competenza di base della moderna avvocatura. Se non è possibile utilizzare la posta elettronica, Internet e la telefonia mobile in modo efficace ed efficiente si potrebbe anche pensare di cambiar mestiere. E se non ci si preoccupa di sapere cosa sono e come funzionano RSS, instant messaging , Adobe Acrobat e simili, clienti e colleghi non si vedranno mai all'orizzonte!

6) La gestione del tempo. Praticamente ogni avvocato dice le stesse cose: "Sono così occupato che non ho un minuto libero", "Ho così tanto da fare che non ho tempo per me stesso". E sì, la legge è esigente, e quello dell'avvocato è un duro lavoro. Ma una parte sostanziale delle difficoltà in questo senso, è riconducibile all'incapacità di dare la priorità ai compiti e di gestire il proprio tempo. Gli avvocati non sanno dire "no", faticano a delegare il lavoro e a dirigerlo verso canali più efficienti. Gli avvocati che non vogliono o non possono imparare a gestire il proprio tempo continueranno a dare la colpa al loro Blackberry...

Il gioco è fatto: ecco le sei competenze di base che gli avvocati di oggi devono possedere. Non sono optional e non ci sono assenze giustificate.

(24/09/2016 - Nadia Poli)
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