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L'accertamento tecnico preventivo

Guida di procedura civile > Cap. 5. "I Procedimenti speciali" > L'accertamento tecnico preventivo

Disciplinato dall'articoloi 696 del codice di procedura civile, l’accertamento tecnico preventivo viene previsto nel caso in cui si verifichino condizioni di urgenza (per esempio la possibilità di cambiamento dei luoghi, il pericolo di alterazione o deperimento delle prove). In generale, si ricorre a esso nel momento in cui si manifesti la necessità di eseguire interventi di ogni genere (per esempio il condizionamento dei macchinari, la sistemazione dei luoghi, eccetera) che permettano di ripristinare lo status quo ante con urgenza, o in ogni caso rimuovere la situazione di pregiudizio, di pericolo o di inutilizzabilità provocata dall’evento contestato.
Il richiedente deve avanzare il ricorso presso il Tribunale del territorio di competenza, avendo cura di informare (mediante notifica del ricorso) la controparte. Il Presidente del Tribunale nomina un Consulente Tecnico di Ufficio stabilendo la data di comparizione del consulente e delle parti.

Al consulente che accetta l'incarico viene dato un termine per il deposito di una relazione scritta. L’accertamento tecnico preventivo rappresenta, dunque, un provvedimento di urgenza cui si deve ricorrere prima del giudizio di merito, o in corso di causa ma sempre prima che sia possibile disporre i mezzi istruttori in base alle cadenze procedimentali del giudizio di merito.

Tale accertamento (a differenza di quanto accadeva in passato) può includere anche valutazioni relative ai danni e alle cause di quanto occorre verificare: ciò significa che il Consulente Tecnico di Ufficio ha la facoltà di dare indicazioni anche sulle cause di determinati eventi.

Egli deve procedere in maniera autonoma, acquisendo ove occorra la documentazione presso le parti (ed eventualmente presso terzi) e andando a ricoprire un ruolo istruttorio che normalmente spetterebbe al giudice o agli avvocati in contraddittorio. In calce alla perizia, il CTU deve allegare tutti i documenti che ha acquisito, specificando le modalità con cui li ha ottenuti, esprimendo e specificando anche i principi sulla base dei quali si è mosso.
Una volta depositata l’istanza di accertamento tecnico preventivo, l’eventuale improcedibilità deve essere contestata o rilevata entro la prima udienza. Nel caso in cui il giudice verifichi che l’accertamento tecnico preventivo non è stato concluso o addirittura non è mai iniziato, alle parti viene assegnato un termine di quindici giorni per presentare l’istanza di completamento.


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