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Novità introdotte dalla Riforma Fornero

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La tanto criticata Riforma Fornero è diventata legge (n. 92/2012) ed è entrata in vigore il 18 luglio 2012. Per quanto riguarda il tentativo di conciliazione stragiudiziale, l'art. 40 della suddetta legge riforma l'art. 7 della Legge n. 604/66 contenente le norme sui licenziamenti individuali, riqualificando il tentativo di conciliazione come obbligatorio.

La disposizione prevede il tentativo obbligatorio di conciliazione nel caso di licenziamento per motivi oggettivi quando è disposto dal datore di lavoro che ha le caratteristiche previste dall'art. 18, comma 8, della Legge n. 300/70. Il suddetto tipo di licenziamento deve essere preceduto da una

comunicazione fatta dal datore alla Direzione territoriale del lavoro del luogo in cui il lavoratore presta la propria opera e inviata al lavoratore medesimo per conoscenza.

Nella predetta comunicazione il datore di lavoro è tenuto a dichiarare l'intenzione di procedere al licenziamento per motivo oggettivo, ad indicare nel dettaglio detti motivi, nonchè le misure di assistenza alla ricollocazione eventualmente predisposte per il lavoratore.

La Direzione territoriale, entro il termine perentorio di 7 giorni, dalla ricezione della richiesta convoca le parti, le quali si incontrano presso la Commissione provinciale di conciliazione di cui all'art. 410 c.p.c. Le parti possono essere assistite da un avvocato, da un consulente del lavoro, dalle organizzazioni di rappresentanza a cui sono iscritte o a cui conferiscono specifico mandato.

La procedura di conciliazione, durante la quale svolge un ruolo attivo la Commissione provinciale, deve concludersi entro 20 giorni dalla convocazione alle parti per l'incontro. La procedura può anche essere sospesa per un massimo di 15 giorni in caso di legittimo e documentato impedimento del lavoratore a partecipare all'incontro in Commissione.

Le parti possono anche decidere, di comune accordo, di proseguire nella discussione fino al raggiungimento dell'intesa finale. Se il tentativo di conciliazione fallisce o se il termine dei 20 giorni decorre inutilmente, il datore di lavoro può comunicare il licenziamento al lavoratore. Al contrario, se la conciliazione va a buon fine prevedendo la risoluzione del rapporto di lavoro allora si applicano le norme in materia di assicurazione sociale per l'impiego. L'accordo conciliativo può anche prevedere l'affidamento del lavoratore ad un'agenzia per il lavoro ex D. Lgs. n. 276/2003 nel caso in cui si voglia favorirne il reinserimento nel mercato del lavoro.

 


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